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Il lavoro dei soccorritori, tra professionalità e umanità. Il racconto di Piero, SMTS della Croce Rossa, tra i primi ad intervenire sui luoghi devastati dal terremoto

Solo un mesa fa aveva vissuto in prima persona uno dei dolori più grandi, la perdita di un caro amico e compagno di squadra durante un’attività sul Monte Bianco. Ora, è in campo per rispondere a questa enorme tragedia. Piero Altissimi, 53 anni, fa parte del nucleo Soccorsi con Mezzi e Tecniche Speciali (SMTS) della Croce Rossa Italiana di Roma, ed è stato uno dei soccorritori ad arrivare nelle prime ore sui luoghi del disastro dopo la scossa del 24 agosto che ha devastato il Centro Italia. “Con altri cinque operatori SMTS, la squadra Celso, siamo partiti all’alba e alla 7 eravamo già operativi nella località di Villa San Lorenzo a Flaviano, una frazione di Amatrice dove praticamente non c’era più nulla se non distruzione totale”, racconta Piero. 
"Venti persone erano vive e stavano bene, ma tra le macerie, con l’aiuto di alcuni Vigili del Fuoco e Carabinieri in congedo, abbiamo recuperato nove corpi, che subito siamo riusciti a trasferire altrove in elicottero. Poiché la frazione è piccola, è stato possibile dare un nome e un cognome alle vittime, anche se ci siamo trovati di fronte a situazioni strazianti, come quella di una madre che aveva perso nel crollo suo figlio di 34 anni. Ci è stato possibile riconoscerlo solo attraverso la descrizione della madre di alcuni tatuaggi che aveva sul corpo”.
 

 

 

maceria nella frazione di san lorenzo

La frazione di Villa San Lorenzo a Flaviano - Foto di Piero Altissimi

“Sono rimasto colpito, e anche profondamente commosso, dalla generosità e dall’empatia che i sopravvissuti ci dimostravano, nonostante la tragedia che li aveva colpiti. Tutti avevano perso qualcuno, ma si prodigavano per offrirci qualcosa da mangiare, o preparare la cena come potevano visto che non c’era acqua né energia elettrica, ringraziandoci per l’aiuto”.

Da 20 anni volontario della Croce Rossa e da 15 SMTS, Istruttore Nazionale, Piero ha fatto ritorno con la sua squadra a Roma questa notte, dopo ben 40 ore di lavoro praticamente senza sosta. Dopo l’intervento a Villa San Lorenzo a Flaviano infatti si sono spostati nel centro di Amatrice, da dove dovevano ripartire nel primo pomeriggio di ieri, ma la nuova forte scossa delle 14.30 ha provocato altri crolli che hanno interrotto la strada, così si sono rimessi al lavoro per la ricerca e il recupero di altre probabili vittime. “Per noi soccorritori - racconta - non sempre è facile mettere da parte le emozioni…come ieri sera, quando abbiamo recuperato il corpo di una donna incinta”

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Ritratto di Giuseppe Murrone

Giuseppe Murrone